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S. Freud
Consigli al medico nel trattamento psicoanalitico

Anni fa, alla domanda come si potesse diventare psicoanalista risposi: ‘Attraverso l’analisi dei propri sogni’. [...] Se si vuol fare sul serio questo lavoro bisogna scegliere questa via, che promette più di un vantaggio; il sacrificio che comporta l’aprirsi a un estraneo senza esservi indotto da una malattia, viene ampiamente ricompensato. Non solo si realizzerà in un tempo molto più breve e con minore dispendio di affettivo l’intento di conoscere ciò che è celato della propria persona, ma si ricaveranno anche impressioni e convincimenti su sé stessi che sarebbe vano sperare dallo studio dei libri e dall’ascolto di conferenze.
R. Greenson
Tecnica e pratica psicoanalitica
Il desiderio di trasmettere una conoscenza, di essere il portatore di una comprensione può essere collegato ad impulsi libidici od a quelli ostili, a seconda se l’atto dell’interpretazione venga inconsciamente percepito come un aiuto o come un attacco, come fonte di piacere o di dolore. L’offrire comprensione al paziente può rappresentare inconsciamente un atto di maternage, una forma di nutrimento, di cura, di protezione e di insegnamento al paziente-bambino. O ancora può simbolicamente rappresentare un atto di fertilizzazione e di fecondazione: dal seme di prese di coscienza anche piccole possono derivare importanti cambiamenti. Il fatto di offrire una presa di coscienza può ancora essere inconsciamente usato come mezzo per ristabilire il contatto e la comunicazione con un oggetto d’amore finora non comprensivo, cioè perduto. In questo modo la trasmissione della comprensione può essere un tentativo di superare un atteggiamento depressivo.

Il bisogno di portare la conoscenza ad un’altra persona può diventare un mezzo per riparare sentimenti di colpa connessi con il fantasma di aver nociuto ai piccoli, ai deboli, cioè ai fratelli, ai rivali, ecc. Analogamente la ricerca e la trasmissione della conoscenza può svolgere una funzione tanto controfobica quanto antidepressiva. L’analista può anche esplorare la parte sconosciuta del paziente al fine di superare le proprie angosce, nel senso di una continuazione della propria analisi.
R. Speziale-Bagliacca in "La supervisione psicoanalitica" di Leon Grinberg
Introduzione
Ovviamente, trattandosi di comprendere l’inconscio, quando parlo di chiarezza non posso alludere che a una conoscenza difficile, faticosamente conquistata. Anche tra gli addetti ai lavori, alcuni di questi argomenti, come quelli dedicati agli intricati grovigli creati dalle massicce identificazioni proiettive, potranno suscitare reazioni di rigetto, specie tra coloro che non sono stati particolarmente addestrati a cogliere le dinamiche profonde degli stati psicotici della mente. [...] A costoro mi viene, comunque, la tentazione di ripetere la frase di sapore rilkiano che un acuto giurista disse al figlio, dotato di forte spirito critico e che si apprestava a seguire all’università le orme del padre. E’ un suggerimento che credo si addica ad ogni nuovo apprendimento impegnativo: ”Hai tutta la vita davanti a te per sviluppare la tua critica; all’inizio limitati a comprendere quello che ti propongono.

 

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